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LA STRADA DELLA VIOLENZA di Mauro Marcialis

Reggio Emilia è una città ordinata, tranquilla, civile. Reggio Emilia è un esempio, un modello. Reggio Emilia nasconde i suoi segreti: appalti truccati, speculazioni, droga, riciclaggio di denaro, prostituzione, vizio. Reggio Emilia ospita un mostro: due bambine sono state rapite, stuprate e uccise.

Due uomini vengono coinvolti nelle indagini: Maurizio Ferri, un agente del SISDE che lavora sotto copertura, e Lorenzo Rollei, un maresciallo della Guardia di Finanza corrotto e devastato come la sua città. Ferri è in bilico, ha paura di non saper più distinguere il bene dal male, ha paura di perdere se stesso. Rollei ha già perso tutto.

Due uomini lanciati in una corsa ossessiva alla ricerca della verità, una discesa all’inferno, nell’anima oscura di un intero Paese.

Il romanzo d’esordio di Mauro Marcialis, pubblicato in formato cartaceo da Mondadori nel 2006, finalmente disponibile nella sua prima edizione digitale, rivista e aggiornata, con cover di Daniele Serra e prefazione di Alan D. Altieri.

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OBSCURA LEGIO, BASTARDI DI ROMA di Stefano Di Marino

Obscura Legio – Bastardi di Roma è il primo episodio di una nuova serie horror/weird che sconfina nel fantasy e nel pulp, ambientata nella Roma imperiale. L’autore rac-conta le avventure di Jorgas, ex-gladiatore cartaginese, che ha raccolto attorno a sé una masnada di eccezionali combattenti, la Obscura Legio, che dovrà fare i conti con missioni ai limiti della realtà. Avventura, azione, soprannaturale, sesso, lame e san-gue, sortilegi, all’interno di un contesto storico accuratamente ricostruito, fanno di Obscura Legio una miscela esplosiva.

Roma, età imperiale. Un annoiato Augusto chiede allo scriba di narrare una storia piena di intrighi, magia ed esseri malvagi. Inizia così il racconto delle gesta di Jorgas, ex-gladiatore cartaginese, che ha raccolto attorno a sé una masnada di eccezio-nali combattenti, la Obscura Legio: Xifex lʼEgiziano, Uxan Senza Volto, Lexia, Vonn lʼArmeno, Nabus il Numida. L’Oscura Legione viene subito proiettata in missione: recuperare lʼoro che Quinto Fabio Murilio ha sot-tratto a Cesare. Lʼassalto alla villa di Murilio è un vero massacro. Nel frattempo, a Nord uno sciamano di nome Horrak va creando un esercito di Uomini dalle Teste di Lupo: i mostri attaccano un distaccamento romano, annientandolo. È pane per i denti della Oscura Legione: Livinio affida al gruppo di Jorgas la nuova missione: recarsi a Nord per controllare la situazione ai confini settentrionali dellʼImpero, verificare gli strani eventi occorsi in quelle terre: sacrifici umani, mostri con teste di lupo, tensioni tra i popoli di quelle terre innevate, che spingono sui confini entrando in lotta tra loro e contro lʼImpero. Il mondo di Jorgas e dell’Obscura Legio si svela sempre più, fino alle inevitabili conseguenze.

Dalla Prefazione di Alan D. Altieri

La Roma di “Obscura Legio” è un universo di crude ferocie umane, ma soprattutto di micidiali presenze inumane. E’ un labirinto subdolo e inquietante, nel quale un sanguinario regolamento di conti, nel nome di un potente personaggio chiamato Caio Giulio Cesare, si trasforma in uno spiazzante confronto con creature scaturite dal profondo dell’Ade. La Obscura Legio guidata da Jorgas è la forza d’attacco in grado di spingersi là dove nessuno oserebbe avvicinarsi. Pronta ad affrontare nemici che mai nessuno potrebbe ipotizzare di sconfiggere. A tutti gli effetti, la Obscura Legio di Jorgas è un’unità special forces, millenni prima che il mero concetto apparisse negli apparati militari della storia dell’uomo. Attingendo magistralmente da horror e fantasy, mescolando abilmente azione dura e mistica soprannaturale, con “Obscura Legio” – primo installment di una serie destinata a diventare un autentico classico – Stefano Di Marino si riconferma non solo come uno dei narratori più inventivi di sempre, ma come l’Autore che imprime alla narrativa storica un giro di vite mai neppure concepito. “Obscura Legio” potrebbe essere l’alba di un intero nuovo genere: l’epica demoniaca.

Stefano Di Marino (Milano, 1961) scrittore, traduttore, saggista, ha pubblicato opere di narrativa thriller, noir, azione e avventura, horror. Tra le sue opere: la serie Il Professionista (Segretissimo, Mondadori) scritta con lo pseudonimo di Stephen Gunn, la serie Vlad (Segretissimo, Mondadori), con lo pseudonimo di Xavier Le Normand, diversi romanzi firmati col proprio nome, tra i quali: Per il sangue versato (Mondadori, 1990), Lacrime di Drago (Mondadori, 1994), I sette sentieri dell’alleanza (Sperling & Kupfer, 1996), L’ombra del corvo (Sper-ling & Kupfer, 1996), I sette sentieri dell’alleanza (Sperling & Kupfer, 1996), Il sentieri dei mille sospiri (Urania, Mondadori, 1999), Il Cavaliere del Vento (Piemme 2000), Quarto Reich (Piemme, 2002), Ora Sero (Editrice Nord, 2005), Sole di Fuoco (TEA, 2007), la trilogia Montecristo (Mondadori, 2008-2009), Pietrafredda (Perdisapop, 2009), Il Palazzo delle cinque porte (Giallo Mondadori, 2014). Nella sua prolifera produzione narrativa ha pubblicato molti racconti, per vari editori, in formato cartaceo e digitale, sia in forma di serie che all’interno di antologie.

Bibliografia completa dell’autore su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Di_Marino

Il blog dell’autore: http://hotmag.me/ilprofessionista

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Intervista ad Alessandro Defilippi

Nome: Alessandro
Cognome: Defilippi
Ultimo lavoro: Locus Animae

Hai carta bianca: descriviti come preferisci.

Snello, biondo, bello, intelligente. Soprattutto molto giovane.

Ma solo una delle cinque cose è vera. Spero!

Alessandro Defilippi (foto di Ivan Bologna)

Ti va di raccontarci il tuo ultimo lavoro?

In realtà non è l’ultimo. Locus Animae è la riedizione e la revisione del mio secondo libro e primo romanzo, uscito inizialmente nel 1999 da Passigli e poi nei Gialli Mondadori nel 2007. E’ la storia di un medico che lavora alla biografia di uno scienziato vissuto ai tempi di Freud e che, durante le ricerche, si trova di fronte al Male, quello con la M maiuscola. E’ un libro che amo molto, legato a quella letteratura del mistero che fiorì tra l’800 e il ‘900 soprattutto in lingua inglese. Per intenderci, da Machen a H. James, da Blackwood a certo Wells.

Quando hai iniziato a scrivere, sapevi già che – prima o poi – ti saresti imbattuto in un romanzo come questo?

Certo. Ho iniziato a scrivere anche per poter leggere i libri che mi piacevano, perché non ne trovavo più di simili. Scrivere è una fatica, talvolta un dolore, ma anche divertimento e gioia. Si sta bene, lì dentro.

Hai mai ballato sotto la pioggia?

Ma mi avete guardato bene?

Esiste un libro che avresti voluto scrivere tu?

Moltissimi. Tutti i libri di Julio Cortazar, per esempio. E di certo c’è un film che avrei voluto dirigere: Blade Runner.

La tua canzone preferita è…?

Ho circa cento canzoni preferite. E tutte sono la più bella del mondo. Le prime che mi vengono in mente sono: Haja o que houver dei Madredeus, I’m on fire di Springsteen, Anime salve di De Andrè e Una notte in Italia di Fossati. Un allegrone, insomma.

Che rapporto hai con la televisione?

Sovente contronatura. Nel senso che in genere la guardo facendo altro: cucinando o leggendo. Ma non mi perdo né le partite di calcio né – ahimé – Masterchef.

E con il cinema?

Ottimo. Ma ultimamente vado poco al cinema e preferisco rivedere i miei registi preferiti: Bergman, Bunuel, Truffaut e soprattutto quel genio di John Ford. Si può dire che sono un fan di John Wayne? L’ultima grande scoperta sono i film di Hayao Miyazaki.

Hai mai parlato al telefono per più di due ore?

Sono grato al destino che me lo ha evitato. E spero di conservami vergine d’orecchie.

Ti piacciono i proverbi? Ne usi uno più spesso?

Nei miei ultimi libri c’è un personaggio che ne fa un largo uso. Io personalmente amo le citazioni e gli aforismi. Sono comodi: talvolta dicono meglio di te quello che hai in mente. E ti ricordano che c’è sempre qualcuno più bravo di te.

Hai tre righe per dire quello che vuoi a chi vuoi tu. Ti va di usarle?

Direi a tutti – me per primo – la stessa cosa: fai sempre del tuo meglio.

Ti sei mai rapato i capelli a zero?

Non è necessario. Fanno lentamente da soli.

Se potessi cambiare una cosa (ma una soltanto) del tuo ultimo lavoro, che cosa sceglieresti? Il titolo? Altro?

In realtà sono molto grato ad Alan D. Altieri e ad Alessandro Manzetti, di Mezzotints, che hanno voluto ristampare in ebook Locus Animae. Mi hanno permesso anche di rieditarlo, lavorando con David Riva, molto ma molto bravo. Quindi direi di no, non cambierei nulla. Soprattutto non il titolo.

Quando scrivi, hai un lettore di riferimento oppure scrivi solo per te stesso?

Ho da sempre un paio di lettori di cui mi fido più di quanto mi fidi di me. E faccio bene.

Tra due ore si parte per un viaggio su Marte: scegli tre oggetti da portare con te e un aggettivo per descrivere l’umanità ai marziani.

Pipa, tabacco, E-reader con tremila titoli, Ipod con cinquemila. Ho barato: sono quattro.

Direi loro che l’umanità è umana. E poi starebbe a loro capire se è un complimento o meno.

La cosa che più ti annoia, quella che più ti diverte e quella che più non sopporti.

La gente che si prende troppo sul serio; l’ironia; l’arroganza.

Stai già lavorando alla tua prossima pubblicazione? Se sì, ci regali un’anticipazione?

Sto scrivendo un giallo per Einaudi StileLibero. Genova, anni’ 50, con i personaggi dei miei due ultimi libri: La paziente n.9 e Per una cipolla di Tropea, usciti da Mondadori. Dovrebbe essere un libro ironico ma ricco di tensione. Almeno questo è il mio intento.

Prima di salutarci, l’ultima domanda è tua. Chiediti quello che vuoi, ma ricorda anche di risponderti.

Stai facendo del tuo meglio?

Non ancora, ma ci sto provando.

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LA STRADA DELLA VIOLENZA di Mauro Marcialis

Intervista a Mauro MarcialisLa prima edizione digitale del romanzo d’esordio di Mauro Marcialis, pubblicato in formato cartaceo da Mondadori nel 2006. Un thriller duro, spietato, un affresco che dipinge la speranza e la giustizia col catrame degli incubi.

Reggio Emilia è una città ordinata, tranquilla, civile. Reggio Emilia è un esempio, un modello. Reggio Emilia nasconde i suoi segreti: appalti truccati, speculazioni, droga, riciclaggio di denaro, prostituzione, vizio. Reggio Emilia ospita un mostro: due bambine sono state rapite, stuprate e uccise. Due uomini vengono coinvolti nelle
indagini: Maurizio Ferri, un agente del SISDE che lavora sotto copertura, e Lorenzo Rollei, un maresciallo della Guardia di Finanza corrotto e devastato come la sua città.

Ferri è in bilico, ha paura di non saper più distinguere il bene dal male, ha paura di perdere se stesso. Rollei ha già perso tutto. Due uomini lanciati in una corsa ossessiva alla ricerca della verità, una discesa all’inferno, nell’anima oscura di un intero Paese.

Dalla Prefazione di Alan D. Altieri

Scritto in uno stile duro come le sue tematiche, feroce come le sue problematiche, da un Autore che, a tutti gli effetti, ridefinisce il concetto stesso di natural talent, talento naturale, La strada della violenza è un affresco al nero catrame in cui la finanza è un collettore fognario esploso, la giustizia è una farsa virata al macabro e la speranza è la materia di cui sono fatti gl’incubi. Del tutto inedito in digitale, La strada della violenza esegue l’autopsia di una intera società, la nostra società, qui & ora, che semplicemente ha… perso la strada. Thriller feroce, noir maledetto e – in modo mai distopico ma sempre realistico – anche e soprattutto apologo etico, questa eccezionale opera di Mauro Marcialis possiede infine una valenza profetica che sconfina in una delle aree più duramente infide, e al contempo più ipocritamente ostracizzate, della narrativa contemporanea: la denuncia politica. Un’opera destinata a lasciare il segno.

Mauro Marcialis è nato a Roma, ma vive a Reggio Emilia dal 1994. Ha pubblicato La strada della violenza (Mondadori, 2006), Io & Davide (Piemme, 2008), Spartaco il gladiatore (Mondadori, 2010), Dove tutto brucia (Piemme, 2011), Il dolore che sarà (Aliberti, 2011), Il Sigillo dei Borgia (Rizzoli, 2012). Ha partecipato a diverse antologie di racconti, tra le quali: La legge dei figli (Meridiano Zero) e Anime nere reloaded (Mondadori). Il suo sito web è http://www.mauromarcialis.it.

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