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IL TEMPO CHE CI SERVE di Manuel Sgarella

Il tempo che ci serveAndi e Joy hanno 39 anni. Non si vedono dal giorno dell’ultimo esame scritto della maturità. Si incontrano per caso, in ospedale.

Entrambi hanno appena ricevuto pessime notizie. Tra loro c’era stato qualcosa di intenso. Poi nulla. Per vent’anni. Una vita. Per lei fatta di scelte sbagliate. Per lui di decisioni non prese.

Ora, l’istinto dice loro di non lasciarsi sfuggire ancora questa occasione. Fanno una scelta: cinque giorni da passare insieme. Per annullare il mondo, per dimenticare gli anni “persi”, per tornare indietro nel tempo. O almeno provarci.

Con regole precise: niente dottori, niente rimpianti. Ma le brutte notizie, il presente, il futuro, e il tempo che è stato, non possono essere cancellati. Sono sempre dietro l’angolo, pronti a inseguire chi cerca di dimenticare.

Riusciranno Andi e Joy a superare queste barriere? Riusciranno a oltrepassare gli ostacoli del tempo, le avversità che negli anni hanno temprato i loro caratteri, il loro fisico? Riusciranno Andi e Joy, a vivere, assaporare, far esplodere, quello che hanno interrotto vent’anni prima?

In formato eBook, anche su Amazon: http://www.amazon.it/Il-tempo-che-ci-serve-ebook/dp/B00Q3JFWHS/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1417526684&sr=1-1

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SE AMAR NON PUOI di Manuel Sgarella

Su Amazon a 0,99 euro il romanzo ebook ambientato nella prima metà dell’800. Protagonista la giovane cantante lirica Giuditta, la sua passione repressa, il suo amore nascosto per Vincenzo. E il mondo intorno che vive una grande esplosione di sentimenti. Nasce così una “Storia in tre atti di un’amore impossibile”.

“Se amar non puoi”: in un romanzo la nascita del Romanticismo!

Libertà e amore. Due parole forti, che unite insieme smuovono i cuori, le passioni, i sentimenti. È quello che accade nella prima metà dell’800 e che viene raccontato nel romanzo ebook “Se amar non puoi” di Manuel Sgarella, disponibile su Amazon a 0,99 euro (http://www.amazon.it/gp/ product/B00K3UBSDU).

Nei primi anni di quel secolo la Restaurazione aveva riportato la situazione geo-politica a prima delle conquiste di Napoleone. Il Neoclassicismo aveva regole molto rigide che raffreddavano anche i comportamenti delle persone. Eppure un fuoco sopito sta crescendo lentamente: la fiamma della libertà, accesa prima dalle arti (dal “Bel canto” ai romanzi, fino alla pittura) e poi nelle piazze, con i diversi moti rivoluzionari. Sta per esplodere il Romanticismo, in tutta la sua dirompente forza.

Se amar non puoi copetina libro manuel sgarellaLa trama

Nel libro si narra della giovane Giuditta, che ha un talento: sa cantare e ha una bellissima voce. Ma ha anche un difetto: non riesce a esprimere chiaramente i suoi sentimenti. Riesce a farlo solo sul palco attraverso le opere liriche di cui è protagonista. Ed è proprio questo che la rende presto famosa nei teatri di tutta Europa, da Milano a San Pietroburgo.

Il periodo storico, per , non la aiuta ad affrontare la sua difficoltà a esprimere quello che prova. Il Neoclassicismo aveva raffreddato tutte le emozioni, la Restaurazione aveva spento le passioni rivoluzionarie; ma nei cuori delle persone sta nascendo il Romanticismo, un’esplosione di sentimenti di cui Giuditta ne diventa inconsapevole portavoce.

Giovanissima è costretta a sposare un uomo che non ama, ma il suo cuore batte per qualcun altro. Un giovane di nome Vincenzo Bellini, compositore animato da due passioni: una per la musica, l’altra per Giuditta. Anche con lui Giuditta non riesce a esprimersi, ci prova, cerca una soluzione. Ma i suoi doveri la riportano quasi sempre alla realtà. Intanto stanno per nascere i primi moti rivoluzionari, non solo in Italia. I sentimenti stanno dominando le azioni, la ribellione dei popoli porta a creare un binomio fondamentale per la nascita del Risorgimento: amore e libertà. Pu quindi l’amore rendere liberi? Riuscirà Giuditta a uscire dalla sua “gabbia”? Riuscirà il mondo intorno a trovare la propria indipendenza attraverso la passione?

La struttura

Il libro è diviso in tre atti. Il 5 maggio su Amazon è uscito il primo atto, intitolato “La Ragione”. La scelta di suddividere il romanzo in tre parti (con tre distinte pubblicazioni), come se fosse un’opera lirica, è dovuta semplicemente alla possibilità di dilatare i tempi della lettura, rendere più piacevole e godibile la crescita della protagonista e degli altri personaggi. Infatti, l’intero arco narrativo del romanzo, in tutti e tre gli atti, copre tutta la prima metà del secolo, diventando una vera epopea di sentimenti e contraddizioni. Nasce così una “Storia in tre atti di un’amore impossibile”.

L’autore

Manuel Sgarella è un giornalista professionista. Da 15 anni lavora per un quotidiano online. La passione per il cinema lo ha portato ad approfondire la narrazione delle storie. Nel 2013 è stato finalista al Premio Solinas. Ha pubblicato in ebook su Amazon “Il testamento del maratoneta: una storia vera”, che racconta la grande avventura di Carlo Airoldi che nel 1896, per partecipare alla prima Maratona, senza un soldo in tasca, si fece da Milano ad Atene a piedi, duemila chilometri da percorrere in poco più di un mese.

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Intervista a Manuel Sgarella

Nome: Manuel
Cognome: Sgarella
Ultimo lavoro: Il testamento del Maratoneta

Ti va di raccontarci il tuo ultimo lavoro?

“Il testamento del Maratoneta” (disponibile in eBook qui: https://www.amazon.it/dp/B00I960RAU) è la storia vera, romanzata, di Carlo Airoldi che nel 1896 fece da Milano ad Atene a piedi per riuscire a partecipare alla prima Maratona delle Olimpiade Moderne. Aveva 26 anni, partì ai primi di marzo, con ancora le strade ghiacciate, e i giochi sarebbero svolti dopo un mese. Doveva compiere duemila chilometri in trenta giorni. Il libro è una corsa contro il tempo, ma anche contro l’ignoto. Lui non sapeva nulla delle strade desolate che avrebbe incontrato. Il suo nome, però, non è scritto nemmeno nei libri di Storia sportiva, perché?

Quando hai iniziato a scrivere, sapevi già che – prima o poi – ti saresti imbattuto in un romanzo come questo?

Avevo iniziato a fare ricerche su questo personaggio, diversi anni fa, quando ancora studiavo alla scuola del cinema di Milano. Doveva essere una sceneggiatura, ma sarebbe stata troppo costosa da realizzare. Alla fine ne è nato un libro.

Hai mai ballato sotto la pioggia?

Non ballo nemmeno normalmente. È meglio non mi si veda provarci…

Esiste un libro che avresti voluto scrivere tu?

Tantissimi. A partire da quelli di Stephen King, da Carrie a Misery. Ma anche il McCarthy di The Road, una perfezione forse irraggiungibile.

La tua canzone preferita è…?

Ascolto di tutto, non c’è una canzone preferita. Mi piacciono le colonne sonore, da quelle strumentali alle raccolte. Ho adorato per anni quella di Balla coi Lupi.

Che rapporto hai con la televisione?

Pessimo. Non guardo più nulla, se non film e serie tv. Quest’ultime sono come una droga, è vero, ma stanno quasi sostituendo il cinema per innovazione linguistica e narrativa. Ci sono tante cose inutili, ma anche delle vere e proprie perle come Breaking Bad, Newsroom, Il trono di spade, i recenti Following o The Blacklist, e molte altre.

E con il cinema?

Una volta andavo al cinema anche tre volte a settimana. Oggi è difficile andare ancora in sala, tra lavoro e famiglia. Recupero i film con qualche mese di ritardo, ma cerco di vedere quel che mi può servire. Si fa più selezione di una volta.

Hai mai parlato al telefono per più di due ore?

No. Parlo tanto già normalmente.

Ti piacciono i proverbi? Ne usi uno più spesso?

No. Mi piacciono, ma non li uso.

Hai tre righe per dire quello che vuoi a chi vuoi tu. Ti va di usarle?

Se dovessi usare un argomento a piacere chiederei soltanto che si potesse ascoltare maggiormente i giovani, dare loro più merito. Ormai sono un ex giovane e la scrittura cinematografica e televisiva in Italia è messa in queste condizioni, con poche eccellenze, è perché non si è mai sperimentato e rischiato con i giovani.

Ti sei mai rapato i capelli a zero?

Evitiamo la domanda? Sono già pochi…

Se potessi cambiare una cosa (ma una soltanto) del tuo ultimo lavoro, che cosa sceglieresti? Il titolo? Altro?

È appena nato, mi piace così, non voglio fargli torti…

Quando scrivi, hai un lettore di riferimento oppure scrivi solo per te stesso?

Un mio insegnante alla scuola del cinema diceva di non avere un singolo riferimento, ma tanti con diverse caratteristiche. La stessa estate mi diede da leggere I demoni di Dostoevskij e i racconti di Carver. Più lontani di così…

Tra due ore si parte per un viaggio su Marte: scegli tre oggetti da portare con te e un aggettivo per descrivere l’umanità ai marziani.

Uno smartphone a batteria illimitata (tanto stiamo fantasticando) e siamo a posto. Penso che appena mi vedranno così “armato” non avranno bisogno di aggettivi.

La cosa che più ti annoia, quella che più ti diverte e quella che più non sopporti.

Mi annoia non avere un obiettivo. Mi diverte giocare a tennis. Non sopporto stare in coda.

Stai già lavorando alla tua prossima pubblicazione? Se sì, ci regali un’anticipazione?

Parlare di prossima è prematuro. Vediamo questo e-book come va. Comunque sì, ci sto lavorando. Ma si cambia genere. Mi piace sperimentare e studiare altri stili.

Prima di salutarci, l’ultima domanda è tua. Chiediti quello che vuoi, ma ricorda anche di risponderti.

Me ne faccio talmente tante di domande che non voglio annoiarmi a rispondermi…

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