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Intervista ad Alessandro Defilippi

Nome: Alessandro
Cognome: Defilippi
Ultimo lavoro: Locus Animae

Hai carta bianca: descriviti come preferisci.

Snello, biondo, bello, intelligente. Soprattutto molto giovane.

Ma solo una delle cinque cose è vera. Spero!

Alessandro Defilippi (foto di Ivan Bologna)

Ti va di raccontarci il tuo ultimo lavoro?

In realtà non è l’ultimo. Locus Animae è la riedizione e la revisione del mio secondo libro e primo romanzo, uscito inizialmente nel 1999 da Passigli e poi nei Gialli Mondadori nel 2007. E’ la storia di un medico che lavora alla biografia di uno scienziato vissuto ai tempi di Freud e che, durante le ricerche, si trova di fronte al Male, quello con la M maiuscola. E’ un libro che amo molto, legato a quella letteratura del mistero che fiorì tra l’800 e il ‘900 soprattutto in lingua inglese. Per intenderci, da Machen a H. James, da Blackwood a certo Wells.

Quando hai iniziato a scrivere, sapevi già che – prima o poi – ti saresti imbattuto in un romanzo come questo?

Certo. Ho iniziato a scrivere anche per poter leggere i libri che mi piacevano, perché non ne trovavo più di simili. Scrivere è una fatica, talvolta un dolore, ma anche divertimento e gioia. Si sta bene, lì dentro.

Hai mai ballato sotto la pioggia?

Ma mi avete guardato bene?

Esiste un libro che avresti voluto scrivere tu?

Moltissimi. Tutti i libri di Julio Cortazar, per esempio. E di certo c’è un film che avrei voluto dirigere: Blade Runner.

La tua canzone preferita è…?

Ho circa cento canzoni preferite. E tutte sono la più bella del mondo. Le prime che mi vengono in mente sono: Haja o que houver dei Madredeus, I’m on fire di Springsteen, Anime salve di De Andrè e Una notte in Italia di Fossati. Un allegrone, insomma.

Che rapporto hai con la televisione?

Sovente contronatura. Nel senso che in genere la guardo facendo altro: cucinando o leggendo. Ma non mi perdo né le partite di calcio né – ahimé – Masterchef.

E con il cinema?

Ottimo. Ma ultimamente vado poco al cinema e preferisco rivedere i miei registi preferiti: Bergman, Bunuel, Truffaut e soprattutto quel genio di John Ford. Si può dire che sono un fan di John Wayne? L’ultima grande scoperta sono i film di Hayao Miyazaki.

Hai mai parlato al telefono per più di due ore?

Sono grato al destino che me lo ha evitato. E spero di conservami vergine d’orecchie.

Ti piacciono i proverbi? Ne usi uno più spesso?

Nei miei ultimi libri c’è un personaggio che ne fa un largo uso. Io personalmente amo le citazioni e gli aforismi. Sono comodi: talvolta dicono meglio di te quello che hai in mente. E ti ricordano che c’è sempre qualcuno più bravo di te.

Hai tre righe per dire quello che vuoi a chi vuoi tu. Ti va di usarle?

Direi a tutti – me per primo – la stessa cosa: fai sempre del tuo meglio.

Ti sei mai rapato i capelli a zero?

Non è necessario. Fanno lentamente da soli.

Se potessi cambiare una cosa (ma una soltanto) del tuo ultimo lavoro, che cosa sceglieresti? Il titolo? Altro?

In realtà sono molto grato ad Alan D. Altieri e ad Alessandro Manzetti, di Mezzotints, che hanno voluto ristampare in ebook Locus Animae. Mi hanno permesso anche di rieditarlo, lavorando con David Riva, molto ma molto bravo. Quindi direi di no, non cambierei nulla. Soprattutto non il titolo.

Quando scrivi, hai un lettore di riferimento oppure scrivi solo per te stesso?

Ho da sempre un paio di lettori di cui mi fido più di quanto mi fidi di me. E faccio bene.

Tra due ore si parte per un viaggio su Marte: scegli tre oggetti da portare con te e un aggettivo per descrivere l’umanità ai marziani.

Pipa, tabacco, E-reader con tremila titoli, Ipod con cinquemila. Ho barato: sono quattro.

Direi loro che l’umanità è umana. E poi starebbe a loro capire se è un complimento o meno.

La cosa che più ti annoia, quella che più ti diverte e quella che più non sopporti.

La gente che si prende troppo sul serio; l’ironia; l’arroganza.

Stai già lavorando alla tua prossima pubblicazione? Se sì, ci regali un’anticipazione?

Sto scrivendo un giallo per Einaudi StileLibero. Genova, anni’ 50, con i personaggi dei miei due ultimi libri: La paziente n.9 e Per una cipolla di Tropea, usciti da Mondadori. Dovrebbe essere un libro ironico ma ricco di tensione. Almeno questo è il mio intento.

Prima di salutarci, l’ultima domanda è tua. Chiediti quello che vuoi, ma ricorda anche di risponderti.

Stai facendo del tuo meglio?

Non ancora, ma ci sto provando.

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LOCUS ANIMAE di Alessandro Defilippi

Un thriller metafisico che affronta lo sconosciuto, le verità sepolte, la dannazione, arrivando fino in fondo, come suggerisce lo stello titolo. Prefazione di Alan D. Altieri e cover di Les Edwards. Prima edizione digitale dell’opera.

Riccardo Gribaudi, stimato medico ginecologo con interessi scientifici trasversali, decide di scrivere un saggio sulla oscura vita di Irving Kastner, allievo di Freud e impegnato nella ricerca di connessioni tra cervello e coscienza. Si applica nel recupero di fonti sulla vita di Kastner, il cui violento suicidio lo impressiona: si reca quindi in una biblioteca, dove sono conservati importanti documenti. Trova molto più di quanto si aspettasse: vetrini con campioni biologici, un mazzo di chiavi, e quattro quadernetti neri sui quali Kastner stesso ha scritto appunti scientifici e biografici.

I diari rivelano anche strani episodi persecutori – allucinatori? – di cui Kastner sarebbe vittima. I vetrini rappresentano una scoperta altrettanto inquietante: conservano campioni encefalici, sui quali Kastner cercava conferme della sede dell’anima – il locus animae, che anche Cartesio aveva collocato nella ghiandola dell’epifisi. Tuttavia non si tratta di campioni di cervello di scimmia, come nei suoi studi noti, ma di tessuti di cervello umano.

Disorientato da queste scoperte, Riccardo una notte si reca nell’abitazione romana di Kastner, incontra Rosa, l’assistente-amante di Kastner, dalla quale ottiene una messe di sconcertanti informazioni e gli strumenti originali utilizzati da Kastner, insieme all’ultimo dei suoi diari. Riccardo rientra in albergo e riceve la inquietante visita notturna di uno sconosciuto, vestito d’abiti blu, con il quale ha una surreale conversazione sul “lavoro che deve svolgere”.

Così com’è apparso, l’uomo scompare.

Alessandro Defilippi, scrittore e psicanalista, è nato il 29 aprile 1956 a Torino, dove vive. Il suo esordio letterario è del 1994, con la pubblicazione della raccolta di racconti Una lunga consuetudine (Sellerio), seguito dal suo primo romanzo, Locus Animae (Passigli, 1999 e Giallo Mondadori, 2007). Nel 2002 ha pubblicato il romanzo gotico Angeli, e nel 2006 la raccolta di racconti Cuori bui, usanze ignote (An-tigone Edizioni) seguita da Le perdute tracce degli dei (Passigli 2008). Nel 2010 ha pubblicato per Einaudi il romanzo di formazione Manca sempre una piccola cosa e nel 2011 è uscito nella collana Omnibus di Mondadori il suo romanzo storico Danubio Rosso. L’alba dei barbari. Il suo ultimo libro è il thriller La paziente n°9 (Mondadori, 2012). Molti suoi racconti e articoli sono stati pubblicati in antologie e riviste. Nel 2003 è stato coautore della sceneggiatura del film Prendimi l’anima, diretto da Roberto Faenza.

Dalla Prefazione di Alan D. Altieri

Con questo suo esplosivo “Locus Animae” – che Mezzotints presenta per la prima volta in assoluto sulla scena del narrativa digitale – Alessandro Defilippi, psichiatra tra i più importanti del momento, si riconferma come uno degli autori più cruciali di sempre. Al fondo dell’inquietante odissea di Riccardo Gribaudi – tra domande che vanno lasciate senza risposta, avversari che vogliono rimanere scono-sciuti, verità che devono restare sepolte – è in attesa il fulcro stesso di quella inquietudine dell’essere che pervade pressochè ognuno di noi a ogni singolo snodo del nostro percorso su questa terra. Al tempo stesso gorgo dell’introspezione e viatico della dannazione, con “Locus Animae”, Alessandro Defilippi riesce a scavalcare tutti i parametri di quello che può essere definito come “thriller metafisico”, allargandosi a creare un intero nuovo genere: il “noir filosofico.” “Locus Animae” è un’esperienza non solo di eccezionale concezione dell’intrigo, ma soprattutto di prodigioso livello letterario.

Locus Animae di Alessandro Defilippi
Prefazione di Alan D. Altieri
Illustrazione di copertina di Les Edwards
Mezzotints Ebook – Collana Ombre
Formato ebook (epub, mobi)
Pagine: 160 – Lingua: Italiano
ISBN epub: 9788898479214
ISBN mobi: 9788898479221
Prezzo di copertina: € 2,99

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