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“Rise”, presentazione con reading a Gavirate (Va)

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I ricordi di Giulio Ricordi a Gavirate (VA)

“Buonasera, signor Burgmein”
Giulio Ricordi: l’editore, l’uomo, l’artista a un secolo dalla scomparsa

Caffè “Contrada Maggiore”
Gavirate (VA)
Giovedì 29 marzo 2012 ore 21
Ingresso libero

Un editore musicista

Giulio Ricordi, il più importante editore mondiale di musica stampata, morì a Milano il 6 giugno 1912, a 72 anni, mentre stava componendo musica. Pochi sanno, infatti, che accanto all’attività di editore, giornalista e scrittore, Giulio coltivò da sempre la composizione ad alti livelli, con lo pseudonimo di Jules Burgmein, tanto che Giuseppe Verdi soleva dire: «Dei giovani, il solo che sa la musica come si deve è Giulio Ricordi».

Jules Burgmein amava aggiungere alle sue composizioni cameristiche i versi dei poeti prediletti, soprattutto francesi, in modo da ricreare a perfezione quelle “immagini musicali” che gli erano care, caratteristiche del gusto fin-de-siècle.

La serata

Attraverso la riproposizione di documenti e articoli d’epoca, Mario Chiodetti, giornalista e operatore culturale, e l’attrice Rosa Sarti ricostruiscono la vita e Continua a leggere

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Corpi In-dolenti a Gavirate (VA)

Stella Ranza, Riccardo Ranza e Veronica Mazzucchi presentano la collettiva Corpi In-dolenti.

Inaugurazione
Giovedì 9 giugno 2001
Ore 18.00
Spazio Corte dei Brut
Via Al Lago 21- Via Campi Leoni
Groppello di Gavirate, Varese

“Questo progetto nasce dall’incontro di anime e corpi feriti. Ferite profonde ma invisibili all’occhio umano. Ferite che trovano spazio per il loro racconto nel linguaggio dell’arte. Pittura, scultura e fotografia si incontrano e si fondono per dare voce a emozioni che altrimenti, con il linguaggio tradizionale della parola, non sarebbero forse mai state raccontate.”

“Crediamo nella nostra arte e nel suo valore sociale e terapeutico. Arte come cura, come ricerca di Continua a leggere

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Gianni Rodari a Varese

Gianni Rodari e la signorina Bibiana: i racconti e gli scritti giovanili

Presentazione del volume
Venerdì 14 maggio 2010
Ore 18.00
Sala Montanari, ex Cinema Rivoli
Varese

Il volume
Curato da Chiara Zangarini, Pietro Macchione e Ambrogio Vaghi, ha il merito di raccogliere per la prima volta, interamente e in modo organico, tutte le opere giovanili di Gianni Rodari (Omegna, 1920 – Roma, 1980): ventitrè racconti, alcune poesie e numerosi articoli giornalistici. Il lavoro rappresenta un ambito traguardo. Ma non solo: la novità più significativa consiste nel contributo dell’analisi letteraria, grazie alla quale si mette in evidenza il fatto che alla base della produzione matura di Rodari, si trovano proprio le esperienze, le idee e gli scritti realizzati nei vent’anni anni trascorsi tra Varese e Gavirate.
Il ricco volume comprende anche una testimonianza e un’accurata biografia dell’autore e ne ripercorre la formazione culturale e ideale.

La struttura
Apre l’opera una biografia curata da Pietro Macchione. Il punto di partenza è un testo scritto dallo stesso Rodari nel 1947, che, integrato con riferimenti tratti da altre opere, ricordi di amici e testimoni, documenti originali, costituisce la base per la ricostruzione degli importanti anni della sua formazione letteraria.
Segue il ricordo, affettuoso, di Ambrogio Vaghi, collega di Rodari al giornale “L’Ordine Nuovo di Varese”, grazie al quale si approfondisce la conoscenza della figura umana di Rodari, mettendo in luce quegli aspetti più stimolanti o aneddotici che solo una frequentazione quotidiana può mettere in evidenza.
Il volume prosegue, poi, con la pubblicazione dei dieci racconti apparsi su “L’Azione giovanile” nel 1936, prime significative prove dello scrittore, introdotti dall’analisi critica di Chiara Zangarini, che ricostruisce il contesto socio-culturale e storico di quegli anni, interpretando i vari racconti, alla luce di vicende e frequentazioni dello scrittore.
La parte successiva riguarda il famoso “Quaderno di fantastica” inedito: appunti scritti nel 1943, che testimoniano l’approccio al surrealismo e costituiranno le basi per la fortunata “Grammatica della fantasia”, oltre che l’ispirazione per successive prove letterarie. Inoltre, il volume contiene anche la prima versione della celebre favola “La pianta delle pantofole”. Anche questa parte è preceduta da un saggio introduttivo a cura di Ambrogio Vaghi e Chiara Zangarini.
Seguono alcune poesie, in dialetto gaviratese, composte tra il ’43 e il ’45.
Un ulteriore saggio introduce la genesi e la comprensione dei racconti pubblicati nel 1946-47, ispirati alle poetiche dei surrealisti. Questi, in particolare, non sono destinati all’infanzia: una scelta letteraria solo successiva, ma le cui radici sono evidenti in questi racconti e nel “Quaderno di fantastica”.
Di seguito vengono raccolti gli articoli giornalistici, di varia ispirazione che Rodari scrisse prevalentemente su “L’Ordine Nuovo” tra il 1945 e il 1947. Tra questi, i “Dialoghetti di Peder e Paul” e i “Discorsi del cavalier Bianchi”.
Infine è pubblicata integralmente la traduzione ad opera di Rodari della tragedia di Brecht “La linea politica”.

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