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Spegni il gas e accendi il noir

Spegni il gas e accendi il noir #09

Torno a farmi dolce per sfornare un dolce… Ogni tanto, d’altronde, va così.

Con qualche rimpianto, lo ammetto – ma chi ama scrivere mi può capire senza troppe difficoltà – abbandono la storia a cui sto lavorando e affido i protagonisti a un bar del centro, per una colazione coi fiocchi (non d’avena, sia chiaro) per infilare la testa nel mio bel grembiule da chef del noir e aprire il mio ricettario delle meraviglie. E, ancora una volta, per mettermi alla prova insieme al mio fedele Jet Chef.

I dolcetti di cui sto per raccontarvi, in origine, erano tedeschi. Oggi non più. Qualche esperimento e un’ostinata selezione degli ingredienti più speziati, alla fine, li hanno resi dei biscottini apprezzabili da chiunque. Detto fra noi, tra l’altro, già il nome originale li rendeva abbastanza “indigesti”: rosinenstangerl. Sbaglio, forse?

Eccovi gli ingredienti a raffica: Continua a leggere

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Spegni il gas e accendi il noir #08

Il tempo è già scarso di suo, figuratevi quando vi piomba in casa un amico messo alla porta dalla fidanzata… E per motivi che la privacy, purtroppo, o per fortuna, non mi permette di raccontarvi, tra l’altro. Neppure questa rivincita, maledizione.

Alle nove passate, poi, quando voi avete già acceso il PC per buttare giù le 1800 battute che avete promesso a Tizio e rileggere le 2500 che Sempronio, invece, sta aspettando da tre giorni. Alla faccia di Caio, mi verrebbe da dire.

Lavori, va detto, che avreste fatto sgranocchiando una Lazzaro senza basilico, vale a dire una di quelle Continua a leggere

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Spegni il gas e accendi il noir #07

Cari amici di Blogger al Forno, rieccomi fiero e battagliero come non mai. Perché? Semplice: come vi avevo promesso in occasione del primo post “ufficiale” (che trovate qui, nel caso vi andasse di dare un occhio) sono riuscito a trascinare nel magico mondo delle microonde anche mia zia. Più o meno, diciamo…

Ebbene sì, proprio lei, mia zia. La donna meno tecnologica del millennio, la donna che d’estate spignatta di sera perché di giorno fa più caldo e non sono mica matta a fare l’arrosto, la donna che usa la Bic col cappuccio perché la penna col pirulino che fa clic potrebbe Continua a leggere

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Spegni il gas e accendi il noir #06

Perché una storia noir viva come si deve, qualcuno deve pur essere ammazzato. Non è colpa mia.

Cari amici di “Blogger al forno”, ho deciso di iniziare questo nuovo post con un’autocitazione che, spero, vi possa aiutare a conoscermi un po’ meglio.

La ricetta odierna, infatti, è quella di un dolce e la cosa, temo, potrebbe confondere qualcuno: “Come? Uno che scrive noir che parla di dolci? Ma siamo impazziti?”. Sento anche la voce dei più diffidenti: “Uno che scrive storie cattive, deve limitarsi a parlare di bistecche al sangue, ecchediamine!”

Invece no, mi dispiace. Anche i più malvagi, in fondo, hanno un cuore. Qualche volta di carciofo, altre di panna, ma questa è un’altra storia… Se non si fosse capito, l’ho scritto solo per citare uno dei tormentoni che hanno reso celebre Carlo Lucarelli.

Tornando ai nostri fornelli… Pardon, al nostro “Jet Chef”, eccomi a voi dopo un pomeriggio intero passato davanti al PC per dare la caccia a un killer, fra i cespugli e le piante di una pineta. Senza grossi successi della polizia né spargimenti di sangue, comunque. Perché, ogni tanto, deve anche andare così. Stanco di pistolettate e corse a perdifiato, per farla breve, dopo un saggio backup e una bella doccia, ho deciso di tornare a vestire i panni del bravo ragazzo mettendomi in pista per uno spettacolare Clafoutis alle pesche. Una vera delizia, giuro.

Gli ingredienti, se mai vi venisse in mente di imitarmi, sono questi: 3 pesche, 4 cucchiai da minestra colmi di farina bianca e 3 di zucchero, 2 uova, 1 bicchierino di brandy e un goccio di latte.

La preparazione, invece, è questa. Una premessa: è più facile da fare che da scrivere. E ve lo dice uno che preferisce scrivere che fare…

Il marchingegno delle meraviglie entra subito in scena: prendete le 3 pesche e cacciatele nel forno a microonde per un minutino abbondante a tre quarti di potenza. Perché? Ma per far prima a sbucciarle, no? E’ un trucchetto che funziona anche per i pomodori, provare per credere. Non fatevi prendere la mano, comunque, né col tempo né con la potenza: i pomodori potrebbero esplodere. E non esagero.

Una volta sbucciate le vostre pesche, tagliatele a spicchietti che andrete a disporre sul fondo di una tortiera (imburrata e spolverata di pan grattato, oppure coperta di carta forno, a voi la scelta). Noi prodi BAF di Lord Whirlpool, che abbiamo la fortuna di poter sfoderare il magico piatto per cuocere e crispare, da qui in avanti siamo aiutati… Ma volete farcene una colpa?

Sistemata la frutta, prendere una terrina e metterci la farina, i tuorli (non buttate gli albumi, mi raccomando!) e iniziate a mescolare. Dopo un attimo, aggiungete il bicchierino di brandy e cominciate a versare poco latte per volta.

Mescolate come dei dannati (e versate altro latte, se serve) fino a quando non avrete ottenuto una specie di pastella. Attenzione: non dev’essere né troppo liquida, né troppo “gnucca”.

In una seconda terrina, iniziate a sbattere i due albumi superstiti e aggiungete lo zucchero. Dovrete montarli a neve. Detto così sembra difficile, ma se usate una frusta (o due forchette messe “a ventaglio”, come mi ha insegnato quella vecchia volpe di mia mamma) vedrete che è una vera baggianata.

Fatto? Bene. Incorporate i bianchi montati alla “pastella” di poco fa, mescolate bene l’impasto e versatelo sulle pesche che ricoprono il fondo della tortiera. Fine.

Piazzate in forno sulla griglia più bassa (funzione “microonde e ventilato”) e fate cuocere per 35 minuti a 190 gradi. Per rendere più bello il vostro Clafoutis, infine, dategli un bel colpetto di “grill” da un paio di minuti. Il gioco è fatto.

In Francia, mi dicono, questo dolce viene fatto di solito con le ciliegie, rigorosamente col nocciolo (ma si sa, i francesi son sempre gente un po’ strana…). Da altre parti, invece, le pesche vengono rimpiazzate anche con le mele, le pere, le albicocche, etc.

A questo dolce, dopo lunga e attenta selezione, ho scelto di abbinare un Highsmith del 2007. Che saprà rendervi felici, vedrete. Quasi come il Clafoutis che avrete appena sfornato dal vostro microonde.

Quella dolce folliaPatricia Highsmith – Quella dolce follia
Bompiani – Euro 8,20

David è un tipo introverso. Si innamora di Annabelle, ma non è corrisposto. Il ragazzo non si arrende e sogna lo stesso un futuro con lei. Ma lei, nel frattempo, si sposa. Con un elettricista. David va fuori di testa, anche perché il suo “rivale” fa vivere ad Annabelle una vita piuttosto grama. I due continuano a scriversi, comunque. Lei è freddina, lui proprio no. Anzi, nei suoi sogni, David la vede sussurrargli parole d’amore e supplicarlo di aiutarla a divorziare dall’elettricista. David, in breve, perde il contatto con la realtà e quando la sua psicosi prenderà il sopravvento, niente potrà più distoglierlo da Annabelle, l’oggetto dei suoi desideri.

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