MILANO DISCO INFERNO di Riccardo Besola

In una sera d’estate del 1975 in una stamperia di vinili, l’operaio Mario Spitz incide un codice alfanumerico alla fine del solco di un disco. Un uomo al suo fianco lo osserva con attenzione.

La piccola ditta è deserta, è l’orario di chiusura. Bruno Moriago, un collega di Spitz, entra nel locale, e da quel momento in poi le cose precipitano, stravolgendo il destino dei protagonisti.

Qual è il significato del codice? Perché una banda criminale e alcuni poliziotti vogliono entrarne in possesso a ogni costo? La spasmodica ricerca del disco scatenerà un vero e proprio inferno. Scordatevi i buoni e i cattivi: è una caccia al tesoro in cui vince chi resta vivo.

L’INCIPIT

Mario Spitz era in piedi. Stava incurvato su di un disco in vinile fissato a uno strano ripiano. Nella mano destra stringeva un punteruolo molto affilato, poco meno di un bisturi. Una piastra di metallo era agganciata per il vertice a una robusta staffa che sormontava il vinile, e sorreggeva l’avambraccio con cui Mario Spitz stava incidendo. I suoi occhiali erano appesi a una catenella di plastica, prigionieri tra il bancale di lavoro e la stoffa blu del camice. Un monocolo, simile a quello che usano orafi e orologiai, era appoggiato, quasi incassato, al suo occhio sinistro. Una guaina leggermente consunta, di pelle, era calzata intorno alla lente circolare per facilitare l’aderenza all’orbita oculare. Il suo collo era piegato, la mano ferma e attenta.

Riccardo Besola è nato a Milano nel 1974. Lavora nel settore pubblicitario televisivo. 

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