L’INVENZIONE DELLA GIOIA di Sandro Sangiorgi

Amo il vino. La mia giovane passione per il liquido odoroso si è presto trasformata in un sentimento definitivo. […] Lo scopo di questo libro è insegnare a riconoscere il vino buono e a descriverlo usando con libertà la ricchezza della lingua italiana. (Sandro Sangiorgi)

La degustazione è continua scoperta, un atto che coinvolge per intero e richiede una mente duttile.

Il vino ha un raro potere evocativo: ascoltiamo il suo arrivo nel bicchiere, guardiamo la tonalità del colore e il riflesso, facciamo delle ipotesi che forse saranno confutate dall’esame dell’odore, recuperiamo il valore della tattilità, sentiamo la ferita della durezza o l’accoglienza del sapore dolce, godiamo dei profumi che rimangono oltre l’assaggio e proseguono nei ricordi. Quando è davvero buono il vino diventa magnetico, resta dentro e coinvolge la nostra emotività.

Degustare significa affinare gli strumenti per far fronte al mistero che ogni bottiglia racchiude. Il liquido odoroso è umanità, poesia, memoria. Stare nel vino non è solo un dovere di chi lo produce ma anche di chi lo consuma.

Dopo le prefazioni del produttore Giuseppe Rinaldi, del filosofo Rocco Ronchi e dello scrittore e poeta Franco Marcoaldi, il libro si sviluppa in diverse sezioni.

La prima – Approccio al vino – è dedicata all’assaggio, al riconoscimento e alla descrizione del vino buono ed è rivolta principalmente alle persone che hanno già scoperto una passione per il liquido odoroso.

La seconda – Le parole del vino – nasce come risultato di un’intensa e appassionata indagine linguistica; vuole proporsi come una sorta di dizionario filosofico dei termini e degli aggettivi che si possono usare per qualificare il vino, evitando sterili tecnicismi e utilizzando appieno la ricchezza lessicale della lingua italiana.

La terza parte del libro – La Dispensa – è rivolta soprattutto ai neofiti che necessitano di informazioni basilari sugli aspetti tecnico-produttivi e degustativi, che sono stati aggiornati grazie al contributo tecnico e scientifico di autorevoli rappresentanti del mondo della ricerca e della produzione vinicola.

La quarta sezione infine – Visioni e letture – è una raccolta di quadri del pittore Marcello Spada associata a una piccola e personale antologia dell’autore di poesie o estratti di prosa di Borges, Cristina Campo, Alda Merini, Rilke, Sbarbaro, Dylan Thomas, Volponi, Gioacchino Belli, Wyslawa Szymborska, tra gli altri.

Sandro Sangiorgi (1962) è giornalista e scrittore. A 16 anni frequenta il primo corso dell’Associazione Italiana Sommelier, diventandone professionista e istruttore nel 1981. Nel 1986 è co-fondatore dell’associazione Arcigola, divenuta in seguito Movimento Slowfood; pochi mesi dopo è tra i primi collaboratori del Gambero Rosso.
Nel 1987 contribuisce alla nascita della Guida ai vini d’Italia, alla quale lavora fino al 1999. Nel 1988 mette a punto con Egidio Fedele Dell’Oste il progetto didattico di Arcigola-Slowfood, di cui è responsabile dal 1991 al 2000. Nel 2000 fonda il progetto Porthos, curandone il periodico e l’attività didattica.

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1 Commento

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Una risposta a “L’INVENZIONE DELLA GIOIA di Sandro Sangiorgi

  1. Leila

    Il potere evocativo del vino è paragonabile solo a quello di certi profumi, anche se è difficile capirlo. Ci vuole tutta l’immaginazione possibile per captare il sentore di viole, o il gusto fruttato decantato dall’etichetta o dagli intenditori. Poi un giorno, per caso, dopo anni ritrovi un vino della costiera amalfitana, lo sorseggi e di colpo ti si spalancano davanti quelle vigne a terrazze su piccoli apprezzamenti strappati alla roccia, quel mare e quel cielo straordinari, e capisci che il vino, un buon vino, è un’opera alchemica, un incantesimo davvero unico, che racchiude tutta la bellezza e la magia di un territorio e un po’ anche della tua storia. Che un vino non basta berlo, bisogna accoglierlo e immaginarlo, e ben venga dunque qualcuno che c’insegni ad apprezzare da conoscitori questo mondo straordinario che è racchiuso in una bottiglia.

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