LE CABINET MASSON di Cristian Borghetti

Dal dipinto “After the Ink” dell’americano Dorian Cleavenger, nasce l’idea del romanzo Le cabinet Masson. L’opera, ambientata nella Parigi del 1912, nel cuore della Belle Epoque, è un viaggio nell’umanità stessa, nelle sue pulsioni, nelle sue passioni, nei suoi lati oscuri.

“Il fine giustifica i mezzi”, di questo motto Machiavellico, il protagonista, ambizioso e privo di scrupoli, fa il suo credo inseguendo fama, successo, gloria e l’obbiettivo di diventare l’artista tatuatore più noto e influente, non solo di Parigi, ma dell’intera Europa, del mondo.

L’incontro con la più famosa modella e femme du monde della Ville Lumière, sembra il trampolino di lancio tanto atteso per giungere nell’olimpo degli artisti immortali; in realtà, questo incontro, l’incarico che la modella gli affida, tatuare il suo segno indelebile sul corpo di lei, diviene l’inizio della sua caduta.

Coinvolto suo malgrado nell’omicidio della donna, il protagonista si trova a fare i conti con le sue scelte, con le sue azioni, spesso sconsiderate, dettate dall’egoismo, dall’ambizione e dalla lussuria sfrenata.

Circondato da nemici ignoti, vittima di un disegno di vendetta che ha le sue radici nel suo stesso passato, con il solo supporto di un’agente di polizia convinta della sua innocenza, l’uomo cerca di sopravvivere alla dèbacle totale dei suoi sogni e delle sue ambizioni, alla perdita, non solo della fama, del benessere economico, delle amicizie, vere e di convenienza, ma, nel crescendo di un finale tragico, della sua stessa vita.

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