Torna a trovarci Antonio Vasselli

Lo scrittore Antonio Vasselli, che VareseNoir aveva già intervistato qualche tempo fa, torna a trovarci insieme al suo ultimo lavoro Una scodella di busecca per il commissario Mezzasalma.

Riecco il commissario Mezzasalma e riecco la Mobile di Saronno: da quanto tempo questa nuova storia ti frullava in testa?

Le trame dei romanzi secondo me hanno sempre un ‘big bang’ come inizio da un qualcosa. Tre estati fa ero al mare in compagnia di una mia amica, la quale raccontò dei ricordi adolescenziali che catturarono la mia curiosità. Nacque l’idea di creare una storia, ma dovetti lasciarla decantare perché ero in attesa di pubblicare il primo romanzo giallo. Dopo la pubblicazione del secondo giunse il momento per il terzo giallo e quindi mi sono presentato al pubblico con questa storia nel frattempo elaborata.

Una scodella di busecca per il commissario Mezzasalma. Le indagini del commissario Mezzasalma. Vol. 3Il via alla vicenda arriva da quello che sembra un ordinario fatto di cronaca nera. Hai attinto dalla realtà, in questo caso?

Sì, la cronaca mi suggerisce l’aderenza dei miei gialli alla realtà. Dietro le quinte è come se cercassi un argomento valido di un omicidio vero per lavorarci sopra aggiungendo la fantasia.

E di solito? Usi il reale per dare vita al verosimile?

L’ambientazione reale è una componente fondamentale. La città di Saronno non è solo sfondo ai miei romanzi, è soprattutto partecipazione di vita quotidiana nel bene e nel male.

In quale momento della stesura del romanzo hai capito che sarebbe uscita una buona storia?

Alla seconda rilettura, durante la fase delicata dell’editing, quando ogni parola va al posto giusto.

C’è un personaggio al quale ti sei affezionato maggiormente?

Amo tutti i miei personaggi, ma uno in particolare: Alessandra Naldi, antropologa forense.

Il motivo?

Ricostruire la stabilità di coppia tra l’autore e la partner nella vita reale.

E quello che hai odiato di più?

Non riesco a odiare un mio personaggio, neanche il peggiore assassino che sinora ho creato.

Come scegli i nomi, spesso strani quanto efficaci?

Di alcuni personaggi inventati per la necessità del romanzo ho mantenuto il nome e il cognome reale. Ritrovarsi nei miei romanzi con ruoli di fantasia può scaturire un’emozione.

In copertina, questa storia è etichettata come la numero tre. La quattro è già in cantiere?

Sì, la quarta indagine la sto scrivendo. La trama si dipana tra Saronno e San Fratello, luogo di nascita dell’ispettore Filadelfio Crivillaro. La crisi economica farà da sfondo sociale con l’avanzare delle attività cinesi e i malesseri italiani. Cercherò di evidenziare la comunità sanfratellana che, malgrado frane geologiche, sembra disgregare il paese, altresì lo trovo paradossalmente coeso tra l’ambizione del riscatto e la tradizione culturale.

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