IL MALE RELATIVO di Stefano Caso

il male relativo 400Tito Ghisolfi si chiama in realtà Gianmaria, un nome “troppo da checca” per uno come lui, cinico rapinatore, spacciatore e strozzino che ha superato i 50 anni. Ex maestro elementare, Tito è stato certificato come disturbato mentale per i maltrattamenti inflitti vent’anni fa ai suoi scolari.

Sua compagna è “la Tati”, prostituta sieropositiva per tossici, squattrinati e ricconi in cerca di emozioni forti, mentre suo socio di malefatte è Renato Felzi, detto “René”, brutto da paura, piccolo e magro, con i denti marci e un naso che è un monumento. Poco più giovane di Tito, René è un esperto di sistemi d’allarme e di sicurezza.

I due si considerano “artigiani” del crimine, fermamente decisi a restare fuori dai grossi giri della criminalità organizzata. Le loro rapine in villa, tuttavia, scatenano l’ira di una banda di rumeni, ogni volta accusati dalla polizia di esserne i veri autori.

In fuga dalla malavita dell’Est e braccati dalla polizia per una serie di omicidi che non hanno commesso, Tito e René dovranno anche scoprire chi è il misterioso personaggio che li vuole morti fra le più atroci sofferenze.

Tra prostitute fuori corso, disperati tossicomani ed extracomunitari brutalmente derubati, e tra insospettabili studenti pusher, malviventi decaduti e sensuali mogli cocainomani, le vicende narrate da Tito Ghisolfi sono una vertiginosa caduta negli anfratti più tormentati e cupi dell’animo umano, dove il tragico e l’assurdo si combinano in un inesorabile grottesco.

Un romanzo privo di eroi, ma interpretato da antieroi che destano la nostra simpatia, dove le voci del male più volgare si confondono con quelle più raffinate, non meno squallide e distruttive.

Nato e cresciuto a Cremona ma friulano d’adozione, Stefano Caso è laureato in filosofia, giornalista, ex docente a contratto di “Comunicazione e produzione testuale” all’Università di Udine, e ora Capo ufficio stampa dell’Amministrazione provinciale di Gorizia. Dopo aver scritto tre saggi per Hobby&Work, nell’aprile 2013 è uscito il suo primo romanzo, D’amore non si muore, un giallo “brillante” pubblicato per Rusconi Libri. Quasi in contemporanea, un suo racconto – Princesa – è uscito nell’antologia Nessuna più (Elliot), curata da Marilù Oliva e dedicata al femminicidio

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