Lettere al serial killer: indovinelli e carillon

Enigmatico Greg,

sono Yana Yapsorry, di Savannah, Georgia. Sbarco il lunario nel locale “ll posto giusto per un bevitore di birra”. L’insegna non finisce mai, e avventori nuovi se ne vedono pochi, perché ormai la gente legge corto. Il mio datore di lavoro, il vacillante Gayant, mi parla spesso della sua cara Fiandra, dove canta nell’aria l’antico carillon.

Lui sostiene che sia una citazione letteraria mentre a me pare, ogni volta, una eccitazione temeraria. Comunque trecentodiciotto dollari alla settimana, mi fanno comodo, visto che il mio conto tende a scaricarsi come un carillon.

Ti scrivo, fascinoso Greg, perché è ampiamente nota la tua competenza per gli indovinelli. Penso che Mesa Walogan – da te massacrata con una doga di botte – davanti al quesito dei ganci, si sia concentrata troppo a pensare in senso metaforico,trovandosi spiazzata. Ti rivedo, nel chiaroscuro della mezza rimessa, pronunciare la premessa di una sentenza definitiva.

‘Femmine con femmine non fanno niente, maschi con maschi qualcosa fanno, maschi con femmine tutto il necessario’. Il vero piacere dell’indovinello è il suo carattere iniziatico. E se Mesa l’avesse indovinato? Le avresti concesso di vivere?

Il motivo per cui ti scrivo è comunque un altro.

Il vacillante Gayant, dopo una scopatina dove soffiava metà orzo e metà orso, mi ha promesso cinquecento dollari se gli risolverò, entro fine mese, questo tranello di parole.

‘Sono cento bovi e stanno sopra un monte, mugghiano tutti in modo differente, ma, se manca uno solamente, novantanove non possono far niente’.

E’ un gran rompicapo e io aspetto la tua soluzione.

Riconoscente, Yana

 

Debole Yana,
l’indovinello era uno dei miei passatempi preferiti, da bambino. Il tuo rompicapo è un enigma facile facile. Dì al vacillante Gayant che sono le canne dell’organo. E incassa subito i cinquecento dollari, sfidandolo ancora. Ne
nascerà un utile gruzzoletto. Io resto in cella, giusto per darti una mano, ogni volta che lo vorrai.

Mi chiedi che avrei fatto, se Mesa avesse indovinato il tormentone dei ganci. Una doga schiodata viene sempre prima del gioco della lealtà. Comunque, il corpo degli indovinelli è piuttosto omogeneo. Più disarticolato quello di Mesa, dopo le botte con l’asse di botte.

Greg

 

Questa rubrica è ideata e curata da Carlo Cavalli. Nel caso, prendetevela con lui.

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4 commenti

Archiviato in Lettere al serial killer

4 risposte a “Lettere al serial killer: indovinelli e carillon

  1. Frank Spada

    Domani e un anno oltre e voi? Ma andate entrambi qua https://plus.google.com/photos/105583984666684833490/albums/5873004317448096225?banner=pwa
    ché lo vedrete pallido, tirato, che gira l’angolo… forse un po’ di autoabbronzante non gli starebbe male.
    ps – se chi è dentro è dentro incarcerato, chi se ne sta fuori è il dialogante, veh!

  2. Archy Titton.

    Yana ha un becero sorriso perennemente stampato sul viso.
    Yana ridens.

  3. Greg Groggy Iron.

    Se Marietta monto in gondola,ciamateme El godolier.

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