Al Gentile Direttore di VareseNews

Pubblico anche qui una lettera che ho spedito ieri al Direttore di VareseNews, in attesa – come mi auguro – che anche tale testata le dia spazio.

Gentile Direttore,

ho letto con interesse il Suo intervento di ieri relativo alla chiusura delle varie rassegne provinciali del libro e, lo ammetto, molti punti li trovo più che condivisibili. Molti, ci tengo a precisarlo, non tutti.

Senza polemica (beh, a dire il vero, un po’ di polemica c’è…) mi meraviglia leggere quanto Lei si lamenti con forza anche della “totale assenza di attenzione al mondo del libro” sebbene, in un certo modo, anche il Suo giornale sia complice di questa grave carenza. E in modo continuativo e ostinato, per giunta.

È sotto gli occhi di tutti, infatti, la quantità di spazi pubblicitari offerti da VareseNews a editori che, in realtà, editori non sono: stampare libri chiedendo un contributo agli autori stessi, o garantire un servizio di “self-publishing” (ovvero di auto-pubblicazione) o di “print-on-demand” (stampa a richiesta) significa uccidere i libri. Quelli veri, intendo.

Tutti scrittori, pubblica il tuo romanzo, libera il manoscritto che hai nel cassetto, diventa protagonista insieme alla tua storia, fai conoscere al mondo la tua poesia… Gli slogan si sprecano e, intanto, la cultura muore. E con lei, inevitabilmente, anche le manifestazioni e le varie rassegne.

Troppi tipografi (anzi, credo sia meglio chiamarli “diversamente editori” per non urtare la loro suscettibilità) non fanno che vendere illusioni e, soprattutto, spesso libri di scarsa qualità. Nessuna cernita, zero editing, niente promozione. Perché tutto fa brodo. Pardon, volevo dire denaro.

Proporre un manoscritto a un editore è una cosa, entrare in tipografia è fare altro. Come tanti, ho provato sulla mia pelle (e ancora provo) quanto bruci un rifiuto, ma è giusto così: se ho scritto una “boiata”, per quale motivo dovrei vederla pubblicata per forza? E perché la gente dovrebbe trovarla sugli scaffali di una libreria?

I veri editori investono su uno scrittore, soprattutto quando si tratta di un esordiente. Chiedere un “contributo” per pubblicare un libro (anche se si traduce “solo” in termini di copie che l’autore deve acquistarsi) non vuol dire essere un editore. E, talvolta, nemmeno un tipografo.

È anche per tutti questi motivi che, per il prossimo 31 maggio, propagandata sino a oggi soprattutto dal web, è stata indetta la prima giornata nazionale contro l’editoria a pagamento. Che siate persone che scrivono o solo “semplici” lettori, partecipate. Non costa nulla. Non è come voler fare per forza lo scrittore…

Paolo Franchini

Annunci

5 commenti

Archiviato in News, segnalazioni, recensioni, etc.

5 risposte a “Al Gentile Direttore di VareseNews

  1. Pingback: Tweets that mention Al Direttore di VareseNews « Varese|&|Noir -- Topsy.com

  2. Ad oggi, VareseNews non ha pubblicato la lettera… Mah!

  3. Carol Gianotti (via Facebook)

    p gliele hai cantate. per quel che vale condivido il tuo punto di vista.

    posso immaginare ciò che succede nel mondo dell’editoria e della scrittura, perché conosco le dinamiche del mondo e del mercato dell’arte. nel momento in cui l’opera è terminata c’è già un critico che affila le lame, un curatore o un giornalista dell’ufficio stampa che si fionda su chi è osannato (molte volte anche senza che detenga i presupposti per essere un buon artista).

    è solo il fottuto cash che fa di te uno che vale. ma vaffanculo.

    tutti gli altri artisti, e sono una miriade, rimangono in secondo piano, senza possibilità vere, senza la visibilità che meritano, senza futuro. ora questo non c’entra direttamente, ma credo che la scrittura rientri nelle arti. e che i finti scrittori (ovvero quelli che sbagliano i congiuntivi, figuriamoci se ci beccano a livello di tematiche…) debbano cambiare mestiere, esattamente come dovrebbero farlo i finti artisti, quelli che non sanno neppure tenere in mano la matita come si deve, ma fanno le installazioni.

    ora, un po’ di esame di coscienza farebbe bene. a tutti.
    facci sapere la risposta a ciò che hai ampiamente illustrato. E’ valido, credimi.

  4. Pingback: Scrittori Esordienti » Blog Archive » No EAP: alziamo le voci

  5. Roberto Vindigni

    Bravo Paolo. Una lettera chiara, coincisa e ben scritta.
    Il fatto che sia nata finalmente una prima giornata nazionale contro l’editoria a pagamento non può che farmi piacere. Dovranno seguirne altre: bisogna lottare per preservare il senso stesso del mestiere di scrittore.
    Ormai del titolo di scrittore possono plagiarsene cani e porci, e ci sono persone di grande talento che stanno a crepare in miseria sotto contratto con qualche piccola casa editrice che lotta per sopravvivere.
    L’editoria a pagamento è il simbolo del filisteismo anticulturale letterario.

Lascia un commento, se ti va

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...